Dolore schiena o anca, come distinguerlo

Gen 12, 2024 | Consigli

Provare dolore nella zona lombare può essere un sintomo molto complesso, la cui origine potrebbe provenire sia dalla schiena che dall’anca. Essere in grado di distinguere tra i due dolori è importante al fine di offrire una diagnosi accurata e un trattamento mirato.

Nel nostro articolo andremo ad approfondire le differenze tra il dolore alla schiena e quello all’anca, fornendo indicazioni su come identificare le sue origini e affrontare efficacemente questa condizione.

Differenze tra dolore alla schiena e dolore all’anca

Nonostante siano due regioni anatomiche relativamente vicine, il dolore alla schiena e il dolore all’anca sono differenti. Il dolore alla schiena si concentra generalmente sulla colonna vertebrale, coinvolgendo muscoli, vertebre e dischi intervertebrali, mentre il dolore all’anca coinvolge l’articolazione dell’anca e le strutture circostanti.

Il dolore alla schiena può presentarsi nella parte superiore, media o inferiore della schiena, mentre il dolore all’anca può essere localizzato nella parte anteriore, laterale o posteriore dell’articolazione.

Anche le cause possono essere differenti. Mentre le più comuni per il dolore alla schiena sono da ricercare nei problemi muscolari, nelle ernie del disco e nelle infiammazioni delle articolazioni spinali, il dolore all’anca può derivare da artrosi, artrite o lesioni ai muscoli e ai tendini circostanti.

Entrambi i tipi di dolore possono essere influenzati da specifici movimenti o posture, con il dolore alla schiena che spesso peggiora con determinati sforzi fisici.

Differenze dei sintomi tra dolore alla schiena e dolore all’anca

I sintomi associati al dolore alla schiena e al dolore all’anca possono essere diversi sotto alcuni aspetti. Vediamone alcuni:

  • Localizzazione: Il dolore alla schiena coinvolge la zona della colonna vertebrale, con localizzazione specifiche nella zona dorsale, lombare, o sacrale. Può, inoltre, variare con determinati movimenti o posture, peggiorando con l’attività fisica o il mantenimento di una posizione seduta prolungata. Può essere presente anche a riposo. Il dolore all’anca riguarda l’articolazione e quindi generalmente viene percepito durante il cammino o i movimenti dell’anca.
  • Le sedi di localizzazione possono essere varie: gluteo, inguine, faccia anteriore o laterale coscia ed anche il ginocchio.
  • Irradiazione alle gambe: Il dolore alla schiena può irradiarsi lungo l’arto inferiore fino a raggiungere il piede se c’è l’interessamento delle radici del nervo sciatico, causando anche formicolio, intorpidimento o debolezza nelle gambe.Il dolore all’anca generalmente parte dall’articolazione e può irradiarsi fino al ginocchio difficilmente viene percepito al disotto e non abbiamo mai associati dei sintomi neurologici come il formicolio.
  • Rigidità e difficoltà nei movimenti: Il dolore alla schiena può influenzare la flessibilità e il comfort nei movimenti della colonna vertebrale ed è generalmente causato da una contrattura dei muscoli paravertebrali. Il dolore all’anca invece causa spesso rigidità con limitazione dell’escursione articolare che condiziona il cammino con la comparsa di zoppia o l’impossibilità ad effettuare operazioni quotidiane come mettersi le calze o allacciarsi le scarpe ed generalmente causato da defromtià dell’articolazione piuttosto che da contrattura muscolare.

Quali le cause del dolore alla schiena e dolore all’anca

Il dolore alla schiena e il dolore all’anca hanno diverse cause. Tra i più comuni che riguardano la schiena abbiamo: contratture muscolari, patologie del disco intervertebrale, infiammazioni delle articolazioni spinali, artrosi e compressione delle radici nervose.

Il dolore all’anca, invece, può essere causato dall’usura dell’articolazione dell’anca, infiammazioni tendinee, lesioni ai muscoli o ai tendini circostanti.

Sono due condizioni, queste, che possono essere influenzate dalla postura, dallo stile di vita, dall’età e da quanta attività fisica si compie. Inoltre, lesioni acute, sovraccarico cronico, anomalie anatomiche e l’invecchiamento delle strutture possono contribuire allo sviluppo di questi dolori.

Ricordiamo che sia il dolore alla schiena che il dolore all’anca possono essere sintomatici di diverse patologie. Per una diagnosi corretta è bene recarsi da un professionista per una visita approfondita che potrà determinare la causa sottostante e realizzare un piano di cure specifico.

Come si effettua la diagnosi

La diagnosi di questi dolori richiede un approccio a 360 gradi che coinvolga esami clinici, anamnesi del paziente, esami di imaging e, in alcuni casi, esami di laboratorio.

Il medico, inizialmente, raccoglierà la tua storia clinica, concentrandosi sui sintomi, la durata del dolore, quando compare e come è stato alleviato fino a quel momento. Viene, inoltre, esaminata la postura, il range di movimento e la presenza di eventuali deformità, o segni di compressione nervosa.

Il curante può eseguire una serie di test per valutare la forza muscolare, i riflessi e quanto è ampio il movimento. Alcuni test specifici possono essere utilizzati al fine di escludere, o meno, la compressione nervosa.

Ad aiutare la diagnosi si possono utilizzare alcuni esami di imaging come la radiografia, utile a valutare le strutture ossee e rilevare anomalie come fratture o deformità spinali, e la risonanza magnetica, in grado di fornire immagini dettagliate delle strutture molli, come dischi intervertebrali, muscoli e nervi, oltre a identificare lesioni più sottili.

In alcuni casi il medico può richiedere alcuni esami di laboratorio, come quelli del sangue, per escludere condizioni sistemiche, o infiammatorie. Analizzando i sintomi, poi, è possibile fare alcuni esami più specializzati per formulare una diagnosi più precisa possibile.

Diagnosi differenziali dolore anca e schiena

La diagnosi differenziale tra il dolore all’anca e il dolore alla schiena implica l’esclusione di diverse condizioni che possono presentare sintomi simili. Al fine di offrire la diagnosi più corretta è fondamentale l’esame fisico e la valutazione obiettiva del paziente.

Gli esami fisici che il professionista può fare sono molti e diversi tra loro, tra questi ricordiamo:

  • Valutazione della postura;
  • Valutazione della camminata;
  • Valutazione del range di movimento (rotazione, abduzione, flessioni, estensioni);
  • Test di funzionalità;
  • Test di forza muscolare.

Quando si è compreso quale articolazione è interessata dal problema, si andrà a creare un piano di cura specifico.

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