Le opzioni di trattamento per la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio

Feb 27, 2023 | Traumatologia

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Cosa si può fare con il legamento crociato anteriore rotto 

Una volta che al paziente viene diagnosticata una lesione del legamento crociato anteriore il medico può decidere se intraprendere una terapia di tipo conservativo oppure optare per un intervento chirurgico. La scelta, dopo un primo periodo di riposo, verrà fatta in base all’età della persona, stile di vita, ecc…

Ricordiamo che quando si subisce questo tipo di lesione, il paziente può in ogni caso svolgere le attività quotidiane, evitando sforzi o di praticare tutti quegli sport che prevedono un cambio di direzione veloce.

Questa accortezza permetterà di non esporre l’articolazione a nuovi danni a carico, ad esempio, dei menischi o della cartilagine.

Quando optare per una cura conservativa 

Quando la persona che subisce una lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio  non pratica sport non ha instabilità nello svolgimento delle attività quotidiane oppure la lesione è solo parziale, è meglio intraprendere un percorso di tipo conservativo.

Inizialmente, il paziente dovrà stare a riposo applicando del ghiaccio sulla zona ed assumere farmaci per controllare il dolore e l’infiammazione 

Passato il periodo di riposo il paziente deve iniziare il percorso riabilitativo, attraverso:

  • Contrazioni del quadricipite
  • ginnastica propriocettiva
  • ripristino dell’estensione e della flessione completa

Quando il dolore inizierà a diminuire, la mobilità dell’arto risulterà più agevole.

 

Quando optare per un intervento chirurgico 

Quando la persona che soffre di lesione al legamento crociato anteriore è giovane e, soprattutto, pratica sport di contatto a livello agonistico, si può pensare di intervenire con un trattamento chirurgico.

Con una lesione totale del legamento, se non si interviene subito, si rischia col tempo di subire delle recidive o andare a intaccare anche menischi o cartilagini.

Attraverso il trattamento chirurgico si andrà a ricostruire il legamento lesionato, con tendini prelevati dallo stesso ginocchio del paziente. 

L’intervento avviene tramite artroscopia, operazione poco invasiva, che permette ai medici di operare con anestesia locale.

Si preleva, come detto, il tessuto da utilizzare e, tramite la creazione di tunnel ossei nella tibia e nel femore si inserisce il nuovo legamento che sarà poi fissato nell’articolazione.

Bisogna sempre ricordare che dopo questo tipo di intervento chirurgico il paziente dovrà fare riabilitazione il cui iter verrà scelto dal medico specialista in base al singolo caso.

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Quali sono i fattori che influenzano la scelta del trattamento per la lesione del legamento crociato anteriore 

Nel momento in cui viene diagnosticato una lesione al legamento crociato anteriore il medico, in accordo con il paziente, può, come abbiamo visto, optare per un trattamento conservativo o uno chirurgico.

La scelta dipende da una serie di fattori come:

  • L’età (fattore non determinante)
  • Lo Stile di vita 
  • Se si pratica sport a livello agonistico 

Generalmente per pazienti giovani, con una lesione completa, che fanno sport ad alto livello si tende a consigliare un intervento chirurgico, seguito da un iter riabilitativo, che possa risolvere la situazione.

Se invece il paziente è meno giovane, ha uno stile di vita sedentario, non presenta instabilità nella vita quotidiana e l’iter riabilitativo gli costerebbe grande fatica, si opta per una terapia conservativa.

Nel caso la lesione del legamento crociato anteriore sia solo parziale, indipendentemente dall’età, si tende a prescrivere un trattamento di tipo conservativo, quindi ghiaccio, riposo, e assunzione di antidolorifici e antinfiammatori.

È possibile prevenire e gestire le recidive dopo la lesione del legamento crociato anteriore? 

In alcuni casi – circa il 3% – può succedere che, dopo un intervento chirurgico ricostruzione del legamento crociato anteriore, il paziente abbia una recidiva.

Risulta di fondamentale importanza per il medico che ha in cura il paziente comprendere la causa di questa recidiva o i motivi per i quali l’intervento non sia riuscito.

Se dopo l’intervento il paziente lamenta ancora dolore, sensazione d’instabilità e rigidità dell’arto, il medico può prescrivere delle radiografie ed una RMN per comprendere al meglio quello che sta accadendo nel ginocchio del suo assistito.

Le ragioni che più frequentemente determinano il fallimento di questo tipo di intervento sono da imputarsi a errori tecnici in cui,l’errato posizionamento dei tunnel femorale e tibiale è la causa principale. 

Altri motivi sono:

  • L’innesto non si è integrato correttamente nella nuova sede
  • Sono avvenuti nuovi traumi nella zona
  • Presenza di altre lesioni non trattate in precedenza

Per prevenire questo tipo di recidive è dunque importante riprendere a fare sport quando la forza del quadricipite nella gamba lesionata è recuperata almeno dell’85% ed affidarsi a chirurghi esperti in questo tipo chirurgia.

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