Osteofitosi

Dic 20, 2023 | Consigli, Traumatologia

L’osteofitosi è una condizione che porta alla crescita di formazioni ossee, chiamate osteofiti, lungo le superfici articolari delle ossa. Sono protuberanze che vengono riscontrate nelle radiografie insieme ad altre alterazioni in corso di artrosi.

Nonostante la formazione di osteofiti possa essere una risposta naturale dell’organismo per aumentare la superficie articolare in corso di artrosi, la loro presenza spesso provoca sintomi dolorosi e, in alcuni casi, richiedere interventi terapeutici, o chirurgici, per migliorare la funzionalità articolare e alleviare il disagio associato.

In questo articolo vedremo nel dettaglio tutte le caratteristiche di questa condizione per affrontarla al meglio.

Cos’è l’osteofitosi

Con osteofitosi indichiamo il processo di formazione di piccole escrescenze ossee, gli osteofiti, lungo il margine delle articolazioni. Questi osteofiti non sono altro che ispessimenti ossei che possono crearsi per diversi motivi, anche come meccanismo di difesa dell’organismo contro lo stress, o l’usura eccessiva delle articolazioni.

L’osteofitosi è, molte volte, associata all’artrosi, ovvero una malattia degenerativa delle articolazioni che comporta usura della cartilagine articolare. Quando, quindi, la cartilagine si consuma, portando le ossa a sfregarsi tra di loro, il corpo può, come risposta, creare gli osteofiti, per tentare di stabilizzare l’articolazione, aumentare la superficie articolare e ridurre l’attrito, ma possono anch’essi provocare dolore, o limitazioni nel movimento.

L’osteofitosi può verificarsi in varie articolazioni del corpo, ma è più comunemente associata a ginocchia, anche, e colonna vertebrale.

Tipi di osteofitosi

L’osteofitosi può portare alla creazione di osteofiti che puntano verso l’interno dell’articolazione, oppure verso l’esterno. Nel primo caso siamo in presenza di osteofitosi centrale, mentre nel secondo si parla di osteofitosi marginale.

Osteofitosi Marginale: In questa tipologia gli osteofiti si formano lungo i margini delle articolazioni, spesso nei punti in cui i tendini, o i legamenti, si inseriscono nell’osso. Generalmente in questo caso si formano nella parte di articolazione che è più sollecitata dal carico e quindi è maggiormente consumata. È il caso in cui l’osteofitosi è associata all’artrite/artrosi.
Osteofitosi Centrale: Si riferisce alla formazione di osteofiti all’interno dell’articolazione stessa, più vicino al centro dell’area articolare. Questa condizione può essere associata a vari disturbi articolari, come l’artrosi, l’artrite reumatoide e altre condizioni degenerative.

Entrambe le tipologie di osteofitosi possono portare a un deterioramento delle articolazioni, ma la posizione degli osteofiti può influenzare i sintomi e le complicazioni associate.

Osteofitosi del ginocchio

L’osteofitosi del ginocchio è una condizione caratterizzata dalla formazione degli osteofiti, all’interno o intorno all’articolazione del ginocchio. Anche nel ginocchio queste escrescenze ossee possono svilupparsi in risposta a processi degenerativi, come l’artrosi, oppure un malallineamento dell’arto, che si traduce in ginocchio varo e valgo.

L’osteofitosi al ginocchio può portare dolore, gonfiore e limitare il movimento dell’articolazione, tanto che chi ne soffre avverte disagio in tutte quelle attività che prevedono la flessione del ginocchio, come può essere salire, o scendere le scale.

Questa condizione che interessa il ginocchio è spesso trattata con terapie conservative, farmaci antinfiammatori, infiltrazioni intrarticolari e fisioterapia. Nei casi più gravi si può anche ricorrere all’intervento chirurgico.

Cause dell’osteofitosi

Le cause dell’osteofitosi sono spesso da ricercare in condizioni degenerative delle articolazioni, ma non solo. Vediamo assieme alcune tra le ragioni più comuni dietro a questa condizione:

  • Artrosi: L’osteoartrite è una delle cause più comuni di osteofitosi, dovuta alla degenerazione della cartilagine con conseguente aumento dello stress sull’articolazione e sulle ossa. Proprio per rispondere a questo disagio, l’organismo crea gli osteofiti così da cercare di stabilizzare l’articolazione e ridurre l’attrito.
  • Invecchiamento: Con il passare degli anni la cartilagine si usura in maniera naturale, aumentando la possibilità dell’insorgenza degli osteofiti.
  • Traumi alle articolazioni: Lesioni o traumi sono in grado di portare alla comparsa dell’osteofitosi. Il danno alle superfici articolari, infatti, può portare a una risposta di crescita ossea.
  • Malformazioni articolari congenite: Anomalie nell’articolazione presenti fin dalla nascita possono predisporre l’organismo all’insorgenza di osteofiti.
  • Obesità: Il peso eccessivo può aumentare lo stress sulle articolazioni, in particolare quelle del ginocchio e dell’anca, favorendo la degenerazione cartilaginea e la formazione di osteofiti.
  • Malallineamenti: Posizioni delle ossa anomale, o anomalie a livello delle articolazioni, possono usurare la cartilagine precocemente portando all’osteofitosi.
  • Infiammazioni: Condizioni come l’artrite reumatoide possono provocare infiammazione cronica delle articolazioni, contribuendo alla formazione di osteofiti.

Ricordiamo sempre che le cure per l’osteofitosi si concentrano, generalmente, sulla gestione della condizione di base che ne ha favorito l’insorgenza.

Diagnosi di osteofitosi

Per diagnosticare l’osteofitosi si procede con un esame clinico fatto dal medico specialista che esaminerà l’area interessata, valutando la presenza di gonfiore, dolore, limitazione del movimento e altri segni clinici. Il medico, inoltre, si accerterà se in passato il paziente ha subito dei traumi e quali sintomi ha riportato, o sta riscontrando in questo momento.

Il professionista può anche richiedere l’ausilio di radiografie, per mostrare la presenza o meno di osteofiti e lo stato di usura dell’articolazione, e della risonanza magnetica, per fornire immagini più dettagliate delle strutture molli intorno alle articolazioni.

Assieme a questi esami di imaging il medico può, in caso di necessità, richiedere esami del sangue per escludere, o confermare, la presenza di condizioni infiammatorie o metaboliche associate all’osteofitosi.

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